SPS Italia 2026: innovazione, confronto e automazione decentralizzata al centro della nostra esperienza
Anche quest’anno SPS Italia si è confermata l’appuntamento di riferimento per chi progetta, costruisce e gestisce l’automazione industriale in Italia.
Per noi, i tre giorni di fiera a Parma sono stati soprattutto un’occasione di ascolto: un momento privilegiato per incontrare costruttori di macchine, system integrator, OEM e utilizzatori finali e capire, attraverso il confronto diretto, verso quali direzioni si sta muovendo il mercato.
Tre giorni di confronto con il mercato dell’automazione
L’edizione 2026 di SPS Italia ha registrato 37.528 presenze, in crescita rispetto all’anno precedente e segnale di un settore che, nonostante le incertezze del contesto economico, continua a investire in innovazione.
Per noi il risultato è stato ancora più significativo: il nostro stand ha superato ampiamente i 1000 visitatori, un picco storico per la nostra partecipazione alla manifestazione. A colpirci non è stato solo il numero, ma la qualità dei contatti raccolti, con circa il 75% delle interazioni che si è tradotto in una richiesta di follow-up concreta.
Tra i temi più ricorrenti nelle conversazioni allo stand, grande attenzione è stata dedicata alle soluzioni IO-Link, i sistemi di decentralizzazione e il cablaggio, da sempre uno dei nostri punti di forza distintivi. Rispetto alle edizioni precedenti, abbiamo percepito un salto di maturità nelle richieste: i visitatori non ci chiedono più soltanto “che cosa può fare questa tecnologia“, ma “come si integra nel mio impianto” e “quanto tempo mi fa risparmiare in fase di installazione e manutenzione“.
Le soluzioni che hanno attirato maggiormente l’attenzione dei visitatori
Al nostro stand, cinque soluzioni in particolare hanno catalizzato l’interesse dei visitatori: Vario-X, uKonn-X, pure.IO, MVK Fusion CIP Safety e le nostre soluzioni di Machine Vision, presentate attraverso applicazioni reali dedicate a intralogistica, packaging e automotive.
Più che la tecnologia in sé, a spingere le persone ad approfondire sono state le problematiche concrete che queste soluzioni risolvono: la necessità di semplificare impianti sempre più complessi, di ridurre i tempi di messa in servizio, di garantire diagnostica e sicurezza senza moltiplicare cablaggi e componenti. Un filo conduttore chiaro, che ci ha permesso di parlare con i visitatori partendo dai loro problemi quotidiani, prima ancora che dalle caratteristiche tecniche dei prodotti.
Vario-X e la decentralizzazione: un tema sempre più strategico
Il concetto di decentralizzazione sta assumendo un ruolo sempre più strategico per i costruttori di macchine. In questo scenario, Vario-X rappresenta la soluzione di riferimento per realizzare architetture decentralizzate, modulari e flessibili, portando l’automazione direttamente a bordo macchina.
I visitatori ci hanno parlato soprattutto di tre esigenze:
- semplificare l’installazione;
- ridurre la complessità progettuale;
- rendere le macchine più flessibili e scalabili nel tempo.
Con Vario-X, tutti i componenti si collegano direttamente sul campo a moduli I/O decentralizzati secondo il principio Plug & Play, con cavi preassemblati basati su standard internazionali: un approccio che già oggi permette di ridurre di oltre il 30% lo sforzo richiesto per l’installazione elettrica.
Molto interesse ha suscitato anche il passaggio dalla pneumatica agli attuatori elettrici, tema su cui i nostri impianti dimostrativi hanno lasciato il segno: grazie all’app ME Solution, la messa in servizio di un morsetto elettrico richiede meno di 30 secondi, contro i diversi minuti necessari per apprendimento e regolazione dei morsetti pneumatici.
Un dettaglio che ha colpito molti visitatori, insieme ai vantaggi in termini di manutenzione predittiva resi possibili dalla mole di dati che gli azionamenti elettrici forniscono costantemente, e ai benefici ambientali confermati da uno studio certificato TÜV Nord, secondo cui il passaggio dalla tecnologia pneumatica a quella elettrica può ridurre le emissioni di CO₂ di circa il 60%.
Sono queste le esigenze che abbiamo voluto sintetizzare nel messaggio con cui ci siamo presentati a SPS Italia 2026: dare vita ai nostri sistemi con l’automazione decentralizzata, ovvero costruire impianti capaci di adattarsi, crescere e modificarsi al variare delle condizioni esterne e delle tecnologie disponibili, un po’ come un organismo vivente. È questa, in fondo, la nostra definizione di “pronti per il futuro“.
Dalla messa in servizio alla manutenzione: l’interesse verso le soluzioni digitali
Accanto alla decentralizzazione, un secondo filone di interesse ha riguardato le nostre soluzioni digitali legate a uKonn-X e al gemello digitale della macchina (Digital Twin), insieme agli strumenti che proponiamo per semplificare le attività operative quotidiane.
Le esigenze emerse durante i colloqui sono state piuttosto chiare: la carenza di personale specializzato resta una delle sfide più sentite dai costruttori di macchine, così come la necessità di ridurre gli errori umani, velocizzare le attività di commissioning e disporre di documentazione digitale sempre aggiornata e accessibile. uKonn-X, il nostro sistema guidato da un algoritmo di intelligenza artificiale sviluppato internamente, risponde proprio a queste esigenze: collega i dati elettrici del progetto a un modello virtuale 2D o 3D della macchina e accompagna passo dopo passo l’operatore nel cablaggio, segnalando in tempo reale eventuali errori e generando in automatico la documentazione tecnica dell’installazione reale.
Un tema che si lega direttamente al gemello digitale della macchina, di cui molti visitatori ci hanno chiesto nel dettaglio: la possibilità di testare e ottimizzare virtualmente un impianto prima della messa in servizio reale, sulla base dei modelli CAD, ha mostrato in diversi progetti clienti di poter ridurre i tempi di commissioning fino al 70%.
IO-Link e Safety: le richieste che arrivano dal campo
Diagnostica avanzata, sicurezza integrata, raccolta e gestione dei dati, manutenzione predittiva e visione artificiale sono oggi tra le priorità più citate da costruttori di macchine e utilizzatori finali, e SPS Italia 2026 lo ha confermato con chiarezza.
Sul fronte IO-Link, molta curiosità ha riguardato pure.IO, la nuova soluzione entry level che abbiamo presentato a Parma: un master compatibile con daisy chain e multiprotocollo, più compatto del 20% e circa 2,5 volte più leggero rispetto ai moduli bus di campo tradizionali, capace di collegare in rete fino a 256 I/O con un solo master.
Per il mondo Safety, l’attenzione si è concentrata sul nuovo MVK Fusion CIP Safety, il modulo ibrido 3-in-1 che unisce I/O standard, I/O di sicurezza e IO-Link anche per applicazioni EtherNet/IP, certificato secondo lo standard IEC 61508 fino al livello SIL3. Molti visitatori ci hanno chiesto proprio come questa integrazione permetta di ridurre il numero di moduli bus di campo necessari per ogni unità, semplificando l’architettura complessiva dell’impianto.
Le nostre soluzioni IO-Link e i nostri sistemi di sicurezza sono la risposta concreta che offriamo a queste esigenze: strumenti che permettono di intercettare per tempo un’anomalia, di proteggere persone e impianti, e di trasformare i dati raccolti sul campo in informazioni utili per decisioni più consapevoli.
Connettori MQ15: il dettaglio che fa la differenza sul campo
Non solo piattaforme e sistemi digitali: anche un componente apparentemente semplice come un connettore può generare conversazioni interessanti allo stand, e i connettori MQ 15 ne sono un esempio concreto. Sempre più progettisti di impianti li scelgono per alimentare motori asincroni o trifase fino a 7,5 kW e convertitori di frequenza, complice anche la standardizzazione delle configurazioni dei poli secondo la norma IEC 61076-2-116, che garantisce compatibilità tra produttori diversi.
Ai visitatori abbiamo mostrato in particolare il nostro sistema di connessione rapida, che riduce i tempi di montaggio fino all’80% rispetto alle soluzioni tradizionali: un quarto di giro e un clic percepibile segnalano che il collegamento è avvenuto correttamente, con tenuta stagna secondo lo standard IP67 e contatti placcati in argento pensati per durare fino a 500 cicli di inserimento. Un dettaglio che, unito al nuovo passacavo per armadi elettrici sviluppato appositamente per questi connettori, ha confermato quanto anche i componenti più “piccoli” possano avere un impatto reale sui tempi e sui costi di installazione.
Le persone dietro l’innovazione
Dietro ogni conversazione allo stand c’era il nostro team composto principalmente da colleghi dell’area sales e tecnica, oltre ai responsabili dello sviluppo dei mercati verticali su cui siamo oggi maggiormente concentrati: intralogistica, packaging, macchine utensili e automotive. Non sono mancati i colleghi della nostra casa madre, presenti per supportarci.
Quest’anno abbiamo anche scelto di presentarci con un’immagine più fresca e meno formale, dal nuovo logo alle grafiche, fino allo stand rinnovato e a un dress code più informale. Una scelta coerente con il messaggio che abbiamo voluto portare al mercato: l’innovazione non è mai un punto di arrivo, ma un percorso che costruiamo insieme ai nostri clienti, incontro dopo incontro. SPS Italia resta per noi proprio questo: non solo una vetrina tecnologica, ma un’occasione autentica di ascolto e confronto con chi, ogni giorno, l’automazione la progetta e la vive sul campo.
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