Murrelektronik aderisce a Fondazione Libellula: inclusione e rispetto nel B2B

Quando si parla di automazione industriale, è immediato che si pensi a tecnologia, precisione e innovazione. Dietro ogni processo, ogni soluzione, ogni progetto ci sono, però, sempre le persone. Ed è proprio partendo da questa consapevolezza che abbiamo scelto di intraprendere un percorso di cambiamento culturale, aderendo alla Fondazione Libellula per promuovere l’inclusione lavorativa e un ambiente rispettoso e sicuro.
In un settore storicamente caratterizzato da una forte presenza maschile, questa scelta rappresenta un segnale concreto: la diversità e l’inclusione non sono solo valori astratti, ma pilastri fondamentali per costruire un’azienda più forte, più consapevole e più attenta alle esigenze di tutte le persone che ne fanno parte.
La collaborazione con Fondazione Libellula, che inizierà ufficialmente a gennaio 2026, si traduce in un impegno concreto che si svilupperà nel corso dei prossimi anni, attraverso iniziative di formazione, momenti di riflessione condivisa e la creazione di figure di riferimento interne.
Per approfondire la missione e le attività della Fondazione, è possibile visitare il sito ufficiale di Fondazione Libellula.
Perché Murrelektronik Italia sceglie la Fondazione Libellula
La scelta di collaborare con Fondazione Libellula non è casuale. Nata dieci anni fa all’interno di Zucchetti, la Fondazione si è affermata come punto di riferimento nazionale nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, portando avanti un’attività capillare sul territorio e guadagnandosi visibilità anche nelle istituzioni, con interventi in Senato e al Parlamento.
“Conoscevo Fondazione Libellula da tempo e mi ha colpito subito per il suo attivismo e per la capacità di comprendere i contesti aziendali e associativi in cui opera, proponendo soluzioni adatte a ogni realtà“, spiega Claudia Dippolito, HR Manager di Murrelektronik Italia. “L’idea di portare in un’azienda così fortemente legata a un business tradizionalmente maschile una voce che sensibilizzi le coscienze mi è sembrata non solo necessaria, ma anche coerente con la mia visione di cosa significhi fare risorse umane: mettersi in ascolto delle persone, capire i loro bisogni e far evolvere l’organizzazione insieme a loro“.
Come azienda, operiamo in un settore B2B dove gli interlocutori sono prevalentemente uomini, e, proprio per questo, la sensibilizzazione diventa ancora più strategica. Non si tratta solo di proteggere chi potrebbe essere vittima di discriminazione di genere, ma di creare un effetto virtuoso che parta dall’azienda e si diffonda nella società.
“Sensibilizzando i nostri colleghi, li rendiamo più attenti anche verso il contesto che li circonda. Loro hanno famiglie, figli, figlie e relazioni: se riusciamo a far crescere la loro consapevolezza, anche su quelle che possono sembrare piccolezze (battute, giochi di parole o atteggiamenti apparentemente leggeri) facciamo un lavoro enorme. È un flusso positivo che si innesca e va oltre il posto di lavoro“.
Come nasce e cresce il progetto di sensibilizzazione in Murrelektronik
Il progetto con Fondazione Libellula inizierà ufficialmente a gennaio, ma abbiamo già dato prova di un impegno concreto. Lo scorso 24 novembre, alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il nostro team HR ha partecipato alla Charity Night organizzata dalla Fondazione: una serata di beneficenza che ha ospitato interventi di grande impatto.
Tra i relatori, Debora Moretti, presidente di Fondazione Libellula, Francesca Cavallo, autrice e attivista impegnata nel contrasto agli stereotipi di genere, e Giuseppe Belmonte, fondatore dell’Associazione Olga, nata per supportare i figli delle vittime di violenza.
“È stata una serata ricca di spunti, due ore di speech intensi che ci hanno fatto riflettere su quanto sia importante agire, non solo per le vittime dirette, ma anche per chi subisce le conseguenze indirette della violenza“, racconta Claudia.
Il progetto con Fondazione Libellula è concepito come un percorso a tappe, che si adatta alle risposte e ai feedback delle persone. “È un divenire“, sottolinea Claudia. “Non lo vedo come un punto d’arrivo, ma come un punto di partenza. Vogliamo costruire qualcosa che duri nel tempo e che cresca insieme a noi“.
L’importanza dell’integrazione sul posto di lavoro
Perché investire in un progetto di questo tipo in un contesto B2B?
La risposta di è chiara: perché l’azienda è fatta di persone, e le persone portano con sé le proprie esperienze, sensibilità e fragilità. Creare un ambiente inclusivo significa prendersi cura di tutto questo.
Anche chi lavora in un contesto prevalentemente maschile, ad esempio, può essere soggetto a forme latenti di discriminazione lavorativa, oppure, può essere testimone di situazioni problematiche senza avere gli strumenti per riconoscerle e affrontarle.
“In azienda abbiamo un buon tessuto umano, con persone che possono fare la differenza. Se non fossi convinta di questo, non avrei proposto il progetto. Ma proprio perché c’è una base solida, possiamo lavorare per rendere l’inclusione e il rispetto parte della nostra quotidianità“, sostiene Claudia.
Il beneficio di un ambiente inclusivo non riguarda solo le singole persone, ma l’intera organizzazione: migliora il benessere, la collaborazione, la comunicazione interna. “Vogliamo contribuire a un dialogo più aperto, ricevere feedback, accogliere domande su percorsi che possiamo percorrere come azienda. Questo è un tema di grandissima attualità, che ci riguarda tutti. Nessuno è esente“.
Questo tipo di cambiamento culturale può incontrare resistenze, è vero. Ma, come azienda, siamo pronti ad affrontarle.
“Cominciare a piantare dei semi è il primo passo. Smuovere le coscienze, far capire che non esiste una sola visione corretta, ma tante sensibilità diverse di cui dobbiamo tenere conto, perché viviamo all’interno di un gruppo“, racconta Claudia.
E il gruppo, in questo caso, non si ferma alle mura aziendali. “Sensibilizzando le nostre persone, contribuiamo a un cambiamento che va oltre. Ognuno di noi può essere una sentinella, non solo in azienda ma nella vita quotidiana. Perché il cambiamento non finisce dove siamo noi al lavoro: inizia qui, e poi si diffonde“.
Con Fondazione Libellula al nostro fianco, abbiamo scelto di intraprendere un viaggio verso un futuro più giusto, più rispettoso, più umano. Un viaggio che richiede tempo, impegno e coraggio. Ma che vale la pena di fare, perché ogni passo avanti è un passo verso un’azienda inclusiva e una società migliore.
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