L’automazione decentralizzata nell’intralogistica e nei magazzini automatizzati
I magazzini automatizzati sono sistemi complessi: nastri trasportatori, shuttle, sorter, stazioni di picking, rulliere motorizzate. Macchine che devono rispondere in millisecondi, girare senza sosta e non permettersi fermi.
Eppure, molti di questi impianti vengono ancora progettati con un’architettura centralizzata: un grande quadro elettrico, chilometri di cavi multipolari, tutta la logica concentrata in un unico punto. Un’impostazione che funzionava bene quando gli impianti erano più semplici, ma che oggi mostra i suoi limiti.
L’automazione decentralizzata offre una risposta concreta: distribuire intelligenza, potenza e comunicazione direttamente lungo le linee, vicino alle macchine.
Ma perché questo approccio è particolarmente efficace proprio nell’intralogistica?
Scopriamolo insieme.

Matteo Longoni, Business Development Manager Intralogistica
Un sorter, un sistema di trasporto a rulli, una linea di picking: sono macchine che si sviluppano orizzontalmente, spesso per decine o centinaia di metri. Hanno motori, sensori e attuatori distribuiti su tutta la loro lunghezza.
Portare i segnali di tutti questi dispositivi fino a un quadro centralizzato significa cavi lunghi, sezioni importanti, disturbi elettromagnetici e una manutenzione difficile da localizzare.
Con un’architettura decentralizzata i moduli I/O vengono installati direttamente lungo la macchina, ogni pochi metri. I segnali percorrono distanze minime, la struttura elettrica rispecchia quella meccanica e il sistema diventa più facile da leggere, diagnosticare e modificare.
Il vantaggio si vede subito anche fisicamente:
- meno spazi occupati negli armadi elettrici;
- infrastruttura più snella;
- impianto più ordinato.
Gli impianti per l’intralogistica hanno una struttura naturalmente distribuita
Un sorter, un sistema di trasporto a rulli, una linea di picking: sono macchine che si sviluppano orizzontalmente, spesso per decine o centinaia di metri. Hanno motori, sensori e attuatori distribuiti su tutta la loro lunghezza.
Portare i segnali di tutti questi dispositivi fino a un quadro centralizzato significa cavi lunghi, sezioni importanti, disturbi elettromagnetici e una manutenzione difficile da localizzare.
Con un’architettura decentralizzata i moduli I/O vengono installati direttamente lungo la macchina, ogni pochi metri. I segnali percorrono distanze minime, la struttura elettrica rispecchia quella meccanica e il sistema diventa più facile da leggere, diagnosticare e modificare.
Il vantaggio si vede subito anche fisicamente:
- meno spazi occupati negli armadi elettrici;
- infrastruttura più snella;
- impianto più ordinato.
Cablaggio plug-and-play: meno tempo di installazione, meno errori
Uno dei primi fattori di complessità negli impianti intralogistici tradizionali è il cablaggio centralizzato: grandi quadri elettrici, lunghe tratte di cavi multipolari, tempi di installazione estesi e rischio di errori.
L’automazione decentralizzata ribalta questo paradigma.
Con moduli di I/O installati direttamente lungo le linee di trasporto o sulle scaffalature automatizzate, il sistema si struttura in nodi intelligenti distribuiti.
Il risultato?
Meno metri di cavo, meno connessioni critiche e una struttura più modulare.
Qui entra in gioco il cablaggio plug-and-play.
Cavi e connettori preassemblati, testati e pronti all’uso permettono di collegare motori, sensori e attuatori in modo rapido e sicuro.
Un collegamento preassemblato elimina variabili, riduce errori umani e rende l’impianto replicabile su più linee o stabilimenti.
In un centro logistico in espansione, questa modularità fa la differenza: nuove sezioni possono essere integrate senza riprogettare l’intera infrastruttura.
Diagnostica locale e riduzione dei fermi macchina
Nell’intralogistica un fermo non è mai isolato. Se si ferma un tratto di trasportatore, si blocca l’intero flusso, e con lui le spedizioni, i SLA, la produttività.
La riduzione dei fermi macchina è quindi uno degli obiettivi primari, e l’automazione decentralizzata contribuisce su più livelli.
Il primo è la diagnostica locale immediata: ogni modulo installato sul campo ha visibilità sul proprio tratto di impianto. LED di stato, comunicazione diretta con il sistema di controllo e segnalazioni in tempo reale consentono di localizzare il guasto in pochi secondi. Non solo si capisce che tipo di anomalia si è verificata, ma anche esattamente dove, con una precisione che con i sistemi tradizionali era impensabile.
Il secondo è la segmentazione del sistema: un problema in una zona non paralizza necessariamente l’intero impianto.
Il terzo è la sostituzione rapida in modalità plug-and-play: sostituire un modulo sul campo non richiede riconfigurazioni complesse e il sistema riparte in tempi minimi.
Scalabilità: l’impianto che cresce con il business
I magazzini automatizzati raramente restano uguali nel tempo. Si aggiungono linee, si ampliano settori, si integrano nuove tecnologie. Con un’architettura centralizzata, ogni espansione diventa un progetto complesso che coinvolge il quadro principale.
Con la decentralizzazione si aggiunge un nodo, si estende il bus di campo, si collega il nuovo tratto. La struttura modulare permette di scalare l’impianto in modo incrementale, senza stravolgere ciò che già funziona.
Questo vale ancora di più in contesti dove l’impianto deve adattarsi a picchi stagionali, variazioni di layout o integrazione con sistemi digitali come WMS, MES e piattaforme di tracciabilità.
Murrelektronik: soluzioni di automazione decentralizzata nate per l’intralogistica
Da anni sviluppiamo soluzioni pensate per affrontare le sfide specifiche dell’intralogistica e dei magazzini automatizzati: ambienti che richiedono elevati gradi di protezione, cicli operativi continui, diagnostica avanzata e tempi di fermo ridotti al minimo.
La nostra offerta comprende moduli I/O in IP65/IP67 installabili direttamente sul campo, sistemi di alimentazione distribuita, connettori e cavi preassemblati per un cablaggio plug-and-play affidabile. Tutto è progettato per portare l’intelligenza fuori dal quadro elettrico e più vicino alla macchina, secondo la filosofia “Cabinet Free” che guida il nostro approccio all’automazione industriale.
Un esempio è MVK Fusion, il nostro modulo bus di campo multi-configurabile che integra in un unico dispositivo IO standard, IO-Link e funzioni Safety, con protezione IP67 per l’installazione diretta a bordo macchina. Raccoglie i dati da fotocellule, sensori, encoder e sistemi RFID, gestisce i comandi degli operatori e si connette al PLC tramite PROFINET, riducendo drasticamente il numero di cavi necessari.
A completare la soluzione, il Vario-X IPC porta capacità di Edge computing direttamente sull’impianto, gestendo controllo, raccolta dati e comunicazione verso il cloud in modo diretto ed efficiente — per un’intralogistica sempre più connessa e intelligente.
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